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La sindrome metabolica è una patologia sempre più diffusa che solo in Italia colpisce più del 25% della popolazione sopra i 35 anni ed oltre il 35% sopra i 50 anni; è caratterizzata dalla contemporanea presenza, di una serie di fattori di rischio per malattie cardiovascolari e metaboliche. Molti soggetti tuttavia non sono consapevoli di questa condizione, né della sua pericolosità per la salute. 

Come riconoscerla?

La sindrome metabolica non si riferisce a una singola patologia, ma piuttosto ad un gruppo di fattori di rischio che, se presenti simultaneamente, comportano un elevato rischio di sviluppare malattie come il diabete, problemi cardiovascolari come infarto o ictus e steatosi epatica (accumulo di grasso nel fegato).
Secondo il più utilizzato paradigma, la sindrome metabolica viene diagnosticata se sono presenti almeno 3 tra queste condizioni:

• Circonferenza della vita (cm): ≥ 102 per gli uomini, ≥ 88  per le donne
• Glicemia a digiuno (mg/dL): ≥ 100
• Pressione arteriosa (mmHg): ≥ 130/85
• Trigliceridi, a digiuno (mg/dL): ≥ 150
• Colesterolo HDL (mg/dL) < 40 per gli uomini, < 50 per le donne

Quali sono le cause della sindrome metabolica?

I principali fattori di rischio di questa patologia sono il sovrappeso e l’obesità, due condizioni che si associano a stili di vita errati, con attività fisica insufficiente, dieta poco equilibrata e abuso di alcol. Tuttavia, la sindrome metabolica può anche essere in parte o facilitata da altri fattori. Tale sindrome è subdola, e spesso non determina alcun sintomo: ciò significa che molte persone possono essere a rischio senza esserne a conoscenza.

L’eccesso di grasso corporeo nella regione addominale, può comportare un’alterazione del metabolismo dei grassi e degli zuccheri determinando insulino-resistenza e l’attivazione di un processo di infiammazione cronica a basso grado. 

La prevenzione rappresenta il trattamento più efficace per combattere la sindrome metabolica e si fonda su un insieme di comportamenti salutari, tra cui: uno stile di vita sano che prevede l’eliminazione del fumo, la riduzione significativa degli  alcolici l’eliminazione delle bevande zuccherate, la riduzione in generale dell’apporto di zuccheri  semplici,   il mantenimento di un peso adeguato, un'attività fisica costante e un'alimentazione bilanciata, ispirata ai principi della dieta mediterranea.

Quando bisogna rivolgersi allo specialista?

Si consiglia di rivolgersi allo specialista in Nutrizione Clinica nel caso di mancato controllo dei fattori di rischio della sindrome metabolica, come ad esempio un incremento dell’adiposità addominale, specie se associato ad aumento della glicemia, dei trigliceridi o della pressione arteriosa. 


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